EVIDENZA Serie C

Aspettando Pompeu (-1) Padova gode e noi ci consoliamo

Scritto da Luciano Zanini

Andare a Padova pensando di fare una passeggiata è stata una leggerezza bella e buona. Però un pò questo è successo, inutile nasconderlo. Avevo chiuso il mio precedente servizio con una frase controcorrente:”Andiamo a Padova per affrontare la prima della classe cercando di prenderle il posto!” Prima della classe – lo ribadisco – perchè il Padova ha fatto i due ultimi campionati di vertice arrivando nelle partite di finale per il salto in B, seppur perdendole immeritatamente (le ho viste entrambe) per vera sfortuna. Ora, mi pare tutto sommato evidente che una squadra, un ambiente, una tifoseria per due anni ai vertici della categoria non possa perdere la sua “aura” solo per aver cambiato alcuni giocatori pur di prima grandezza.  Ed è andata proprio così: il Lane è sceso in campo con una certa sufficienza pur cercando di fare la partita, il Padova caricato a molla, deciso su ogni pallone, grintoso il giusto e prontissimo a fare male (molto male ) alla nostra difesa, oggi come oggi reparto da monitorare. Insomma per farla breve, la prima della classe si è confermata tale pur avendo cambiato abito per la circostanza. Da squadra super tecnica dei campionati passati a formazione tignosa, rapida, decisa e velocissima nelle ripartenze. Mister Caneo, con quella sua aria umile e compassata davanti ai microfoni, ha impartito una bella lezioncina al nostro Baldini che, sempre onesto, a fine gara ha ammesso senza problemi la legittimità della meritata vittoria dei biancoscudati. Certo, brucia molto perdere a Padova per ovvie ragioni di storico campanilismo sportivo, ma il campo (quello erboso dell’Euganeo, peraltro una vera ciofeca !) ha emesso il suo verdetto. Un verdetto finale che poteva essere ancor più pesante, vedi la traversa di Radrezza negli ultimi minuti che ci ha evitato un pessimo3 a 1. Ossia una vera legnata tra capo e collo!

UN GRANDE APPLAUSO AI TIFOSI

Nella serata no del Lane – a parte le buone prestazioni di Greco, Ferrari e Stoppa che si sono salvati dal grigiore generale – rimane da fare un grande applauso al dodicesimo giocatore biancorosso. Ai sempre meravigliosi tifosi berici giunti in 2500 all’Euganeo per sostenere, come solo loro sanno fare, la nostra squadra dal primo all’ultimo minuto.

Questo passo falso spiace in particolare proprio per la nostra tifoseria, questa sgradita caduta che mi auguro serva da lezione per tutto il campionato. Neanche a dirlo poi, a Padova è mancato proprio l’uomo guida, il cervello di centrocampo, il regista che diventa indispensabile nelle gare fondamentali. Magari si può farne a meno contro formazioni tipo la Pro Sesto, ma no di certo quando affronti le concorrenti per la promozione! Dicevo comunque che dal marasma generale dell’Euganeo si sono salvati: Greco, che ha fatto per intero il suo dovere a sinistra correndo a perdifiato e facendo gioco; il guerriero Ferrari che non si tira mai indietro e ci crede su ogni pallone; la giovane promessa Stoppa, autore di un gol di grande bellezza, da cineteca, ripetutosi martedì sera contro il Lecco. Ma chiudiamo questa triste pagina che consegna il successo ai cugini dottori: per la cronaca storica si tratta del 54 derby tra Vicenza e Padova. Una tradizione che risale a tempi lontani, e registra 24 succcessi dei padovani, 18 biancorossi e 12 pareggi. Puntiamo a vincere al ritorno, andando avanti per la nostra strada.

CI SIAMO SUBITO LECCATE LE FERITE

Ci voleva subito una risposta a tono alla botta padovana e in effetti c’è stata. Martedì sera il Menti ha ritrovato entusiasmo e gioia per il poker rifilato alla formazione lombarda del Lecco, allenata da un nome noto. Quell’Alessio Tacchinardi, gran bel giocatore di Juve (soprattutto) e altre società, impegnato negli ultimi anni in tv come opinionista. Ha scelto di ritornare in campo da tecnico e  affrontare la vita del mister partendo dalla serie C, che rimane sempre una grande scuola. Nelle prime due gare, una vittoria e un pareggio avevano corrisposto alle aspettative del tecnico e della società lariana, ma la discesa al Menti è stata di diverso tenore. Si  è beccato una bella batosta alla maniera della Pro Sesto, stavolta con un perentorio 4 a 0 che non ammette repliche o perplessità. Il punto per noi rimane sempre quello evidenziato nella prima gara di campionato: troppo forte il Lane o troppo deboli gran parte delle squadre di questo girone? Mah! Per adesso non esprimo giudizi perchè, come mia abitudine, attendo l’esito delle prime dieci giornate, che considero un periodo  di tempo probante. Dunque: due goleade a squadre lombarde, e uno stop doloroso a Padova. Troppo poco per definire il Lane edizione 2022/23. Naturalmente ben vengano le goleade che fanno esplodere i tifosi e che hanno già dimostrato diverse cosette molto buone. Dicasi le qualità dell’attaccante principe del Vicenza, il “loco” Ferrari, che pazzo non è ma fa impazzire lui le difese avversarie. Anche a Padova è stato okey nel grigiore generale. E poi certi gol di alta fattura rimangono belli e sostanziosi di per sè, indipendentemente dalla caratura dell’avversario, forte o debole. Quattro gol in tre giornate è bottino eccellente, che conferma nel caso del “loco”, la grande versatilità di cui dispone nell’andare in gol: colpo di testa, mezzarovesciata, tiro a giro forte e preciso. Insomma, un gran bel bagaglio tecnico accanto a forza fisica e grinta da vendere. Un pò a sorpresa è venuto fuori però anche il giovane talentuoso Stoppa che non è solo bello da vedere in campo per come si muove, ma da applausi per la qualità davvero sopraffina dei due gol messi a segno. A scena aperta.

Ferrari segna di testa

 

 

LE CONFERME CON IL LECCO

 

Non dimentico certo Freddi Greco, giovane molto dotato, il quale ha confermato con il Lecco di essere giocatore di ottimo livello spaziando, vuoi sulla fascia sinistra, vuoi a centro campo,  facendo sempre un gioco concreto e produttivo, offrendo ai suoi compagni assist preziosi. Il terzetto Ferrari-Stoppa-Greco, che ha fatto bene a Padova, contro il Lecco si è più che confermato. Tre elementi su cui Baldini punta evidentemente per il suo calcio aggressivo e spettacolare. Poi c’è Dalmonte che sta facendo bene, a parte la parentesi di Padova, e con lui pure il giovane Jimenez da ben considerare. Riguardo al centrocampo-centrocampo la buona novella per ora  è il ritorno in campo di Michele Cavion che costituisce  un pezzo da novanta per la serie C: è entrato nel secondo tempo (al 15′) contro il Lecco e ha mostrato di aver superato i postumi dell’infortunio alla caviglia. Per ora basta e avanza, rimanendo sempre in attesa del nostro Pompeu, alias Ronaldo, che senz’altro anche Baldini non vede l’ora di poter impiegare per mettere così il Vicenza nell’assetto desiderato. Pregusto nelle prossime partite un centrocampo che poggia su Ronaldo e Cavion, coppia che dovrebbe finalmente portare quel famoso valore aggiunto che un pò tutti si attendono. Concretezza, gol e spettacolo.

In tre parole il sogno dei tifosi biancorossi a portata di mano. Occhio però alla difesa che ancora non pare sia all’altezza di attacco e centrocampo. Lo stesso Baldini sa benissimo che prendere pochi gol è il segreto per chi vuole vincere il torneo. Ha dimostrato piena fiducia nei suoi ragazzi e gli va dato atto della coerenza, augurandoci che abbia ragione. Sabato appuntamento contro la terza formazione lombarda, l’Albinoleffe, anche per verificare sperabilmente il famoso antico adagio del “non c’è due senza tre”.

 

Luciano Zanini

 

 

 

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