Serie C

Vicenza calcio: le nostre pagelle alla fine dell’andata

Scritto da Federico Formisano

Non facciamo le pagelle ai biancorossi partita per partita, ma ci sentiamo di muovere un giudizio complessivo sui biancorossi dopo 20 gare quante ne sono state giocate finora:

Promossi

Stefano Giacomelli (9): merita un nove per l’assiduità e la continuità con cui si è impegnato. Ovviamente anche per le 9 reti segnate che spesso hanno risolto situazioni difficili. La sua assenza si è particolarmente avvertita e in quelle occasioni la squadra ha denotato difficoltà ad andare in  gol. 17 presenze e 9 reti

Niccolò Bianchi (7,5) :  il più continuo e il più impiegato fra i centrocampisti; da lodare il suo impegno. 18 presenze ed un gol

Nicola Bizzotto (7): l’impegno non è in discussione e  anche il rendimento. Qualche sbavatura non inficia un giudizio complessivamente positivo. 16 presenze e un gol

Matteo Grandi: (7) qualche errore gli può essere imputato ma nel complesso ha quasi sempre ottenuto la sufficienza e i mister gli hanno sempre dato fiducia, segno che la squadra lo considera un elemento di affidabilità. 20 presenze, unico sempre presente.

Leonardo Zarpellon (7): in prospettiva è il migliore talento visto finora fra gli ex bassanesi. Giovane del 99 ha tassi di miglioramento significativi se impiegato con maggior continuità. Colella ne aveva intuito la qualità pur trattandolo con sgarbo quasi eccessivo. Da coltivare. 13 presenze una rete

Nicola Pasini (6,5): A ben guardare non ha sbagliato veramente nemmeno una gara. Ma nel giudizio complessivo vanno inclusi vari elementi: qualche gol di troppo preso dalla difesa nel suo complesso, qualche ammonizione evitabile 14 presenze

Loris Zonta (6,0)  Al limite della sufficenza ma per lui depone l’età che potrebbe fare pensare a margini di miglioramento. S’impegna sempre al massimo ma commette ancora molti errori. 19 presenze e un gol

Rimandati

Rachid Arma (6-) per un attaccante del suo valore 5 gol in 20 gare disputate sono troppo pochi. il giudizio è condizionato dalle palle giocabili che ha ricevuto che non sempre gli hanno permesso di esprimersi ai suoi livelli. Ma era lecito attendersi di più e da qui nasce spontanea la domanda: ha forse imboccato il viale del tramonto visto che è ormai da qualche anno che non coglie più il bersaglio con regolarità? Ed era proprio giusto investire per l’attacco su un attaccante che ha comunque 33 anni ? Nel girone di ritorno la risposta… 16 presenze 5 reti

Cristian Andreoni (6-) : non nascondiamo che all’inizio il giocatore ci aveva impressionato per la facilità della corsa e per l’abilità nell’andare al cross.  Ma un conto sono le abilità di efficace incursore sulla fascia, un conto le sue capacità di difendere sull’attaccante avversario. E sono troppe le volte in cui Andreoni in questa applicazione è sembrato più carente. E l’impressione è stata confermata anche nell’ultima uscita quella con il Giana in cui gli avversari sono sembrati imprendibili.

Mathias Solerio (5,5) :  è un altro di quei giocatori che ha dimostrato all’inizio qualità significative perdendosi poi nel classico bicchiere d’acqua. Forse troppo condizionato dagli infortuni da cui è stato colpito. 12 presenze, una rete

Filippo Stevanin (5,5):  Il dubbio tra lui e Solerio ha finito con il condizionarli anzichè rappresentare una competitività utile a fare crescere entrambi.  Stevanin è uno dei giocatori che sbaglia di più anche negli elementari appoggi. Non  si può dire che non s’impegni, ma rischia di essere condizionato e limitato da carenze tecniche che fanno ritenere che questo sia il suo massimo livello raggiungibile.

Gianluca Laurenti (5,5) ammettiamo di essere un pò condizionati nel giudizio su questo giocatore. Per noi è il classico nè carne nè pesce, non regista nè trequartista, non esterno nè tantomeno incontrista. Gli allenatori (sia Colella che Serena) lo utilizzano con continuità, ma sembra sopratutto che prediligano il suo rispetto delle consegne. Per noi non basta per fare il giocatore di calcio, sopratutto quello che ti fa fare la differenza. 19 presenze una rete

Alberto Tronco (5,5): un golletto in 17 presenze e moltissimi ingressi dalla panchina senza incidere. Anche per lui arriva una quasi promozione sopratutto per l’età che gli potrebbe acconsentire miglioramenti. Da definire anche il ruolo, visto che sicuramente non può fare la punta ma difficilmente lo immaginiamo collocabile a centrocampo. 14 presenze e un gol

Andrea Razzitti (5,5) la tentazione sarebbe di inserirlo fra i non giudicabili, ma comunque 4 partite le ha giocate e ben tre di queste lo hanno visto in campo dall’inizio. Sta recuperando da un brutto infortunio e il gol realizzato è comunque dimostrazione che le qualità ed il fiuto del gol ci sono. Basteranno per garantirgli la riconferma?  4 presenze un gol

Bocciati

Alessandro Curcio (5): reduce da una stagione in grande spolvero in quel di Arzachena, non ha saputo riconfermarsi. Eppure Colella che credeva molto in lui, lo ha riconfermato tante, troppo volte e alla fine sulla scommessa tradita di questo giocatore potrebbe averci rimesso anche la panchina. Avrebbe dovuto essere l’elemento in grado di svellere le difese avversarie agendo tra i reparti. Non c’è riuscito.  Punto. 19 presenze un gol

Andrea De Falco  (5): Alla fine arriva una bocciatura, non senza una riflessione accurata. L’esperienza c’è e l’acume tattico anche ma manca la continuità e il quid che possa caratterizzare il giocatore di classe. Per esempio nelle sue schede gli abbiamo visto calciare con bravura punizioni e andare spesso alla conclusioni da fuori, ma qui a Vicenza chi le ha viste ? 16 presenze

Davide Bianchi (5) In alcune (poche) occasioni ha mostrato delle qualità sopratutto sul piano della corsa e della spinta sulla fascia. Ma commette troppe imprecisioni, è troppo discontinuo e sopratutto difende male. 10 presenze

018 Bianchi

Andrea Mantovani (5) oltre 200 partite in A e quasi altrettante in B su piazze importanti dovrebbero garantire sulle qualità del giocatore, ma la sensazione è che i guai fisici lo condizionino anche se l’età non sarebbe ancora da pensione calcistica. Poche prove veramente all’altezza del nome e della fama. 12 presenze

Ardit Gashi (5): non è decollato come rendimento e già questo è un limite. Dopo la scorsa annata senza infamia e senza lode, rischia di ripetersi con troppe poche presenze senza essere mai veramente incisivo. 7 presenze

Stefano Salvi (4,5): non gli perdoniamo le leggerezze caratteriali con tre giornate di squalifica rimediate scioccamente a fine di una partita insignificante e il continuo raccogliere ammonizioni anche gratuite. Lui è sicuramente un giocatore valido come incontrista e quindi soggetto agli interventi anche duri, ma quando si esagera si esagera. 12 presenze

Non giudicabili

Matteo Rover: Quasi certamente l’Inter lo richiamerà per girarlo in qualche squadra che gli garantisca più minutaggio. Le qualità ci sono ma sembra che non sia riuscito nè ad inserirsi nel gruppo nè a mostrare grinta e voglia di emergere. Senza le quali non si può essere protagonisti. una presenza

Mirko Albertazzi: Grandi gli ha tolto la scena, lasciandogli solo qualche modesto spazio in Coppa dove peraltro si è sempre disimpegnato con sufficenza.

Tommaso Bortot: tra infortuni vari non è mai stato protagonista. Facile prevedere che possa trovare una squadra che lo utilizzi da gennaio in poi, probabilmente in quarta serie.

 

 

 

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Federico Formisano